L'interno restaurato del Castello di Calatabiano: edifici in pietra lavica con tetti in coppi, una corte lastricata con passerelle e scale, alcuni visitatori in lontananza e, sullo sfondo, le colline verso Taormina e il mare
L'interno restaurato del Castello di Calatabiano: edifici in pietra lavica con tetti in coppi, una corte lastricata con passerelle e scale, alcuni visitatori in lontananza e, sullo sfondo, le colline verso Taormina e il mare. Foto: Aidil5 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Percorrendo la costa da Giardini Naxos verso sud, poco dopo aver attraversato il fiume Alcantara, si nota in alto su un colle una sagoma di mura e torri: è il Castello di Calatabiano. Per secoli ha sorvegliato il passaggio fra la costa ionica e l'interno, e oggi, dopo un attento restauro, è uno dei luoghi più suggestivi da visitare nei dintorni. Lo consigliamo ai nostri ospiti come gita di mezza giornata, magari da abbinare a una mattina al mare: la vista che si gode dall'alto, fra l'Etna, la valle del fiume e la baia, ripaga ampiamente la salita.

Un nome arabo, mille anni di storia

Il nome del paese e del castello viene dall'arabo: Qal'at significa fortezza, e la tradizione lo traduce come «rocca di Biano». La fortificazione è legata all'età araba, quando, secondo le fonti, proprio da qui partirono gli eserciti che nel 902 conquistarono Taormina. Gli scavi condotti durante il restauro hanno però portato alla luce anche materiali greci e bizantini, segno che il colle era abitato già molto prima.

Con i Normanni il castello assunse un ruolo importante nella difesa della costa orientale. Fra la fine del Trecento e la metà del Quattrocento i signori del castello furono i Cruyllas, una famiglia di origine catalana che lo ampliò e lasciò una traccia ben visibile nella sala che porta il loro nome. Per secoli il paese medievale visse all'interno e attorno alle mura; poi il grande terremoto del 1693, che colpì duramente la Sicilia orientale, spinse gli abitanti ad abbandonare la rocca e a ricostruire il paese più in basso, dove si trova ancora oggi.

Cosa vedere al castello

Dopo un lungo abbandono il castello è stato restaurato e riaperto ai visitatori nel 2009. Il progetto ha affiancato alle antiche murature in pietra materiali moderni e superfici trasparenti, per proteggere i resti senza togliere nulla al panorama. Durante la visita si incontrano:

  • La Sala Cruyllas, sala di rappresentanza voluta dalla famiglia catalana, con un grande arco in pietra che conserva ancora lo stemma dei signori del castello e una vista aperta sulla valle dell'Alcantara.
  • La cappella, decorata con un affresco del Cristo Pantocratore di tradizione bizantina.
  • La sala d'armi, dove sono esposti i resti di un soldato di epoca bizantina ritrovati durante gli scavi.
  • Le mura, le corti e le passerelle che permettono di camminare fra le rovine e di affacciarsi in ogni direzione.

Un panorama a trecentosessanta gradi

La posizione del castello è il suo vero tesoro. Da un lato si vede il corso del fiume Alcantara che scende verso il mare fra agrumeti e campi coltivati; dall'altro le colline di Taormina e Castelmola, la costa ionica e, nelle giornate limpide, il profilo dell'Etna. Al tramonto la luce sulla pietra e sulla valle è davvero speciale.

Il paese ai piedi della rocca

Calatabiano, oggi in provincia di Catania, rientra nel territorio del Parco Fluviale dell'Alcantara. Legata alla storia del castello è anche la chiesa del Santissimo Crocifisso, costruita dai Cruyllas e inaugurata nel 1484, in stile gotico, che custodisce la statua di San Filippo, patrono del paese. Ogni anno a maggio la festa del santo richiama molti fedeli con la tradizionale discesa della statua, una tradizione documentata dal Settecento: date e programma vanno verificati sui canali ufficiali del Comune.

Consigli per la visita

Il castello si raggiunge dal centro di Calatabiano con un percorso pedonale in salita, con un tratto a gradini; nel corso degli anni è stato in funzione anche un ascensore inclinato. Le modalità di accesso, gli orari di apertura e i biglietti possono cambiare, così come gli eventi estivi organizzati fra le mura: vi consigliamo di verificarli sempre sui canali ufficiali prima di partire. Portate scarpe comode, acqua e cappello, perché nelle ore centrali delle giornate estive il sole sul colle è forte.

Calatabiano è a breve distanza da Giardini Naxos, e la gita si combina bene con le Gole dell'Alcantara, a circa 17 km da Casa Fede. Al rientro, la nostra casa al primo piano in Via Larunchi vi aspetta a circa 5 minuti a piedi dal mare. Per le coppie è ideale la Camera Ortensia, con il suo matrimoniale di design nei toni del blu, il balcone e l'angolo cottura con piano a induzione; e la sera, sull'ampia terrazza comune con gazebo, divani e barbecue, la giornata trova la sua conclusione più piacevole.

Una base elegante a Giardini Naxos

Casa Fede è a 5 minuti a piedi dal mare: camere con bagno privato e balcone, una suite familiare con cucina e la terrazza comune con barbecue.