Da Giardini Naxos, nelle giornate limpide, l'Etna domina l'orizzonte a sud-ovest. Quello che molti non sanno è che sulle sue pendici, fra colate di lava antiche e boschi, si coltiva la vite da millenni e si producono vini che oggi sono conosciuti in tutto il mondo. Ai nostri ospiti appassionati di vino consigliamo di dedicare almeno una giornata alle strade del vulcano, e di salire una sera a Castelmola per assaggiare la sua specialità più curiosa, il vino alla mandorla. Ecco cosa sapere prima di partire.
L'Etna DOC, una denominazione storica
La denominazione di origine controllata Etna è stata riconosciuta nel 1968 ed è una delle più antiche d'Italia. La zona di produzione comprende una ventina di comuni della provincia di Catania, distribuiti sui versanti del vulcano: fra questi Randazzo, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Milo e Acireale. Il disciplinare prevede diverse tipologie: Etna Bianco, Etna Bianco Superiore, Etna Rosso, Etna Rosso Riserva, Etna Rosato ed Etna Spumante.
La coltivazione della vite sull'Etna è antichissima: i coloni greci, arrivati proprio su questa costa, trovarono un terreno fertile e la diffusero sulle pendici del vulcano. Il paesaggio che vediamo oggi porta ancora i segni di questa storia, con i terrazzamenti sostenuti da muretti a secco in pietra lavica e gli antichi palmenti, i locali in pietra dove un tempo si pigiava l'uva.
I vitigni e le contrade
I protagonisti sono pochi e molto legati al territorio. Per i rossi il Nerello Mascalese, spesso affiancato dal Nerello Cappuccio; per i bianchi il Carricante, insieme al Catarratto. L'Etna Bianco Superiore può nascere soltanto da uve coltivate nel territorio di Milo, sul versante orientale, con una prevalenza di Carricante.
Una delle particolarità dell'Etna sono le contrade: piccole zone storiche, con nomi spesso antichi, riconosciute dal disciplinare come menzioni geografiche aggiuntive. Sono oltre cento e il Consorzio di tutela ne ha disegnato una mappa dettagliata. Ogni contrada ha un'altitudine, un'esposizione e un suolo diversi, perché le colate laviche di epoche differenti hanno creato terreni molto vari anche a pochi metri di distanza. Per questo due vini dello stesso produttore, nati in contrade diverse, possono raccontare storie diverse.
Versanti diversi, vini diversi
- Versante nord: pendii più dolci e il maggior numero di produttori, con molte vigne allevate ad alberello, la forma tradizionale a cespuglio.
- Versante est: ripido e rivolto verso il mare Ionio, più piovoso e ventilato, con piccoli terrazzamenti.
- Versante sud-est: segnato da numerosi coni vulcanici spenti, con alcune delle vigne più alte e una forte luminosità.
Come scoprire le vigne del vulcano
Il versante nord è il più comodo da raggiungere partendo da Giardini Naxos: Linguaglossa è a circa 17 km, Castiglione di Sicilia a circa 24 km e Randazzo a circa 37 km. In una giornata si può costruire un itinerario fra borghi in pietra lavica, boschi e filari, prenotando in anticipo le visite in cantina con degustazione, che molte aziende propongono su appuntamento. Consigliamo di scegliere un autista designato o un'escursione organizzata: le strade del vulcano sono belle ma tortuose, e il vino si apprezza meglio senza pensieri.
Il periodo della vendemmia, fra la fine dell'estate e l'autunno, è particolarmente suggestivo: sull'Etna l'altitudine e le forti escursioni fra il giorno e la notte influenzano i tempi di maturazione dell'uva, diversi da quelli di molte altre zone della Sicilia.
Il vino alla mandorla di Castelmola
A circa 11 km da Casa Fede, sopra Taormina, il borgo di Castelmola custodisce una tradizione diversa: il vino alla mandorla. Si tratta di un vino aromatizzato, di colore ambrato scuro, ottenuto da un vino bianco a cui si aggiunge un'infusione di mandorle, insieme ad aromi ed essenze di agrumi. Il gusto è dolce e intenso, con un profumo deciso di mandorla. La sua storia a Castelmola risale ai primi del Novecento, quando cominciò a essere offerto ai visitatori come segno di benvenuto, e ancora oggi è la specialità che quasi tutti assaggiano salendo in paese.
Si beve in piccoli bicchieri, come un vino da meditazione o da fine pasto, e va gustato con moderazione. Il momento ideale è il tramonto, quando dalla piazza del borgo lo sguardo spazia dalla costa all'Etna.
Un calice in terrazza al rientro
Dopo una giornata fra le vigne, la nostra terrazza comune con gazebo, divani e tavolo sociale è il posto giusto per aprire una bottiglia acquistata in cantina, magari accompagnata da qualcosa cotto sul barbecue. Il frigobar presente in ogni camera aiuta a tenere al fresco i bianchi, e chi soggiorna nella Suite Familiare o nella Camera Ortensia può contare anche su un angolo cottura per preparare qualcosa da abbinare. Vi aspettiamo per raccontarci quale contrada vi ha conquistato.
I sapori dell’isola, anche in terrazza
Sulla terrazza comune di Casa Fede c’è il barbecue, e la Suite Familiare e la Camera Ortensia hanno il piano a induzione per cucinare quando volete.